Ciak_processo simulato_premio al Pizzini

2017-06-09 20h40 46E TRE!!!.......Il "Pizzini" premiato per la terza volta per il progetto "Ciak...Simulare un processo per evitare un vero processo"

Martedì 6 giugno si è svolta presso l'Auditorium "PIO X" di Catanzaro la cerimonia conclusiva della terza edizione del progetto "Ciak....Simulare un processo per evitare un vero processo" , la pregevole iniziativa messa in campo dal Tribunale dei Minori di Catanzaro in collaborazione con l'USR di CZ e del "Centro di Solidarietà Calabrese avente come finalità la prevenzione dei reti minorili attraverso un vissuto simulato di una udienza penale tipo.

ciak 3
Il nostro istituto ha partecipato anche quest'anno con la classe I AFM e I BTS sez. B e anche quest'anno ha riscosso il successo di suoi allievi per la pregevole e coinvolgente interpretazione del proprio ruolo.
Questi protagonisti sono Bellomusto Alessia( grintosa avvocato difensore Scorza), Scoppetta Giuseppe (travolgente Mirko, uno degli imputati), Sorrentino Kartika (appassionata Pubblico Ministero) e Spadafora Antonio(impeccabile Presidente del Tribunale).
La manifestazione ha visto la partecipazione , oltre che del travolgente Presidente del Tribunale dei minori , dott. LucianoTrovato, del direttore dell'USR , dott. Diego Bouchet, della dott.ssa Isolina Mantelli, Presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, del dott. Emilio Bonacci per le Sezioni di Polizia Giudiziaria presso la Procura Minorile di Catanzaro, esponenti della Fondazione Ca.Ri.Cal. e con la partecipazione straordinaria del dr. Luigi Fadiga, già Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma e Bologna e Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Emilia-Romagna.
Gli studenti hanno convinto per la loro appassionata a partecipata recitazione, che ha dimostrato di essere non una mera prova di declamazione ma un calarsi reale e sentito in una contesto penale purtroppo oggi sempre più frequente:il cyber bullismo associato al reato di sexting, cioè la circolazione "virale" di immagini "osè" estorte con l'inganno e senza il consenso della vittima, che nella simulazione si chiama Gaia.

ciak3 1
Ma ciò che di particolarmente significativo da un punto di vista formativo ha questa simulazione processuale è l'intento di far capire ai giovani anche la possibilità delle redenzione che viene concessa al minore attraverso l'istituzione della cosiddetta "messa alla prova", ossia una serie di iniziative volte a recuperare e redimere, appunto, il minore onde favorire il suo reinserimento nella società.
Un particolare plauso, dunque, al Tribunale dei Minori , all'USR di Catanzaro e al Centro di solidarietà calabrese che continuano a investire in questa iniziativa certi della sua positività e un plauso ai nostri ragazzi che hanno certamente inorgoglito il nostro Istituto

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