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Insieme contro ilcyberbullismo

CiberbullismoIl Tribunale dei minori di Catanzaro incontra le classi prime dell'ITC "Pizzini"per combattere insieme il cyber bullismo......


Mercoledì 29 marzo si è svolto presso l'ITC "Pizzini" un incontro davvero coinvolgente con avvocati della Camera Civile di Cosenza , precisamente dott.ri Filice , Summa e Bruni ed il giudice onorario del Tribunale dei Minori di Catanzaro, dott. Francesco Eboli, che hanno voluto portare a conoscenza degli alunni delle classi prime dell'istituto tutti gli aspetti e tutte le conseguenze, psicologiche e penali, del triste ed allarmante fenomeno del cyber bullismo.
L'iniziativa rientra nel progetto educativo ormai di casa al "Pizzini" :"Ciak.....Simulare un processo per evitare un vero processo", promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro in collaborazione con il M.I.U.R.- Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – e il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro e a cui l'istituto ormai aderisce da 3 anni conquistando ogni volta un riconoscimento.
Il punto di forza di questa attività formativa ,davvero unica nel suo genere, e messa in risalto con vigore, passione e indiscussa professionalità dagli avvocati presenti, è il messaggio che tenta di trasmettere, cioè far comprendere ai giovani che oggi vivono una dimensione esperienziale dove il confine tra legalità e illegalità, tra giusto e ingiusto, tra reale e virtuale è sempre più confuso e labile, che le regole non vanno vissute come un limite della libertà individuale ma come fondamento per una vera realizzazione personale e sociale. In particolare i dott.ri Filice , Summa e Bruni hanno specificato le finalità del processo minorile italiano, ossia il suo tentativo di recuperare gli autori di reati commessi in età minore con la cosiddetta "messa alla prova" , nella speranza, appunto, che chi si è macchiato già a questa precoce età di illeciti, si renda conto degli errori e si riabiliti.
Il giudice onorario Eboli, successivamente, con il suo intervento arricchito da filmati tratti soprattutto dal Safer Interner Centre "Generazioni Connesse"ha cercato di rendere consapevoli gli studenti che Il cyber-bullismo è una forma di prevaricazione messa in atto da una persona o da un gruppo contro una vittima; essa è prolungata nel tempo , per cui attraverso l'uso di tecnologie digitali, ovvero l'invio di messaggi verbali, foto o video tramite cellulari, smartphones, pc, tablet (su social network, siti web, blog, ecc..), rende praticamente impossibile il soggetto individuato a sottrarsi alle vessazioni. La motivazione di fondo che spesso muove nei giovani simili prassi è la paura di essere esclusi o la ricerca dell'ammirazione degli altri.
In particolare il dott. Eboli, attraverso un'interazione continua con il pubblico presente, ha tentato di mettere in risalto l'aspetto più allarmante di questo fenomeno, ossia che a differenza del bullismo tradizionale, qui la vittima può essere colpita 24 ore su 24 e ovunque si trovi, anche tra le tranquille pareti domestiche. In più, il cyber bullo può avere un pubblico potenzialmente enorme e continuare a rimanere anonimo, comunque non raggiungibile fisicamente. Questo può spingerlo a colpire in modo ancora più duro. E le conseguenze possono essere gravi e persistenti come nel bullismo tradizionale, anche se non c'è contatto fisico.
L'incontro si è svolto in religioso silenzio, sinonimo di partecipazione convinta degli studenti, i quali hanno arricchito l'incontro con diversi osservazioni e spunti personali , il che ha confermato ancora una volta la validità e l'efficacia di simili iniziative formative.
La prossima tappa è il 29 aprile prossimo, quando la classe I AFM e alcuni alunni delle prime BTS del Pizzini si matteranno in gioco, simulando presso il Tribunale di Paola, che quest'anno si è aperto all'iniziativa, un processo penale che vede coinvolti dei minori, appunto, resisi colpevoli di un particolare reato collegato al cyber bullismo, il cosiddetto "sexting" - scambio fra giovani di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare all'insaputa della vittima designata- .
Ancora una volta in scena ...ancora una volta studenti, professori e operatori della giustizia pronti a cercare di prendere per le corna questo mostro dal nome "cyber bullismo" per bandirlo con fermezza e convinzione dalle vite e dalle pratiche dei nostri giovani.

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