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Giornalismi e Società

Francesco Giorgino incontra gli studenti dell' ITC "Pizzini".....

Martedì 24 ottobre gli studenti delle classi V AFM, V SIA e III SIA dell'ITC "Pizzini" hanno partecipato presso l'Auditorium A. Guarasci di Cosenza all'incontro con uno dei volti più noti dell'informazione televisiva italiana, lo storico anchorman del TG1 Francesco Giorgino. Il giornalista ha incontrato diverse scuole di Cosenza e , appunto, i nostri alunni, per presentare il suo libro "Giornalismi e società", un'indagine a 360 ° sullo stato dell'arte di una professione che soprattutto in questi tempi è sottoposta a duri attacchi e ad una altrettanto dura autoanalisi, nonché autocritica, in un mondo in cui i social network dettano legge a colpi di scoop in diretta e fake news. Fungeva da moderatore l'altrettanto valido giornalista Riccardo Giacoia, che con i suoi interventi e le sua domande ha reso ancora più accattivante l'evento organizzato dalla casa editrice Mondadori e dal Rotary Cosenza.


In un suo accorato discorso con il pubblico presente il giornalista ha ribadito con forza e determinazione che in un periodo storico in cui "tutti dicono tutto" grazie ai social netoworks, diventa ancora più centrale il ruolo e l'attività di mediazione dei giornalismi e dei giornalisti che devono fare la differenza, facendo "informazione", attenendosi quanto più possibile alla realtà dei fatti e alla verità oggettiva. Non a caso il tema è ampiamente dibattuto in questi mesi, per la storia delle "bufale web", sul contrasto delle quali si stanno interrogando un po' tutte le istituzioni, culturali e politiche, pubbliche e private.
Non è più possibile infatti immaginare il mondo del giornalismo come legato alla notizia e al fatto nudo e crudo, ma è necessario tener conto delle implicazioni e dei legami molteplici che questa professione ha e crea.
Quattro le tesi dell'Autore esposte nel libro, dichiarando la sua determinazione nel difendere la funzione sociale del giornalismo, pur nel convincimento della sua radicale trasformazione. In sintesi: la prima è che, pur nell'evoluzione dei modelli tradizionali, a vantaggio di nuove categorie interpretative (dal citizen journalism al data journalism, dal brand journalism alle all news), rimane esclusiva la capacità dell'informazione e di chi fa informazione di ricercare e perseguire un universo di conoscenza che nessun altro può garantire.La seconda tesi, relativa al rapporto fra giornalismo e politica, è che più che sulla quantità occorre puntare sulla qualità, se si vuole implementare il livello di democrazia di un Paese. La terza tesi è che l'informazione (e il giornalista) deve interpretare anche la funzione di arbitro fra politica ed economia, contribuendo a mettere un freno alla prevaricazione della finanza sul potere decisionale. La quarta e ultima tesi è che in questo secolo l'acquisizione della conoscenza (il più possibile oggettiva) da parte del pubblico (interattivo e non più solo attivo) coincide in larga misura con la fruizione di contenuti multimediali, per cui il ruolo del giornalista/mediatore resiste e resisterà anche per questa sua centralità, altrimenti sarebbe un problema per la democrazia in generale. Nei suoi discorsi il giornalista ha affascinato il pubblico pur trattando tematiche impegnative e questo è stato frutto non solo della sua esperienza professionale, ma anche di quella universitaria maturata nel corso degli anni di insegnamento presso gli atenei "La Sapienza " e "Luiss" di Roma , che gli ha consentito di catturare l'attenzione di gran parte degli studenti che per la prima volta si sono mostrati rammaricati di dover lasciare per motivi di trasporto in anticipo la convention.

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